Tesla: nel primo trimestre 2020 un piccolo utile

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Terzo trimestre positivo di seguito, con 16 milioni di dollari di utile netto. In crescita le consegne delle vetture, che toccano quota 88.400.

PICCOLO UTILE – La Tesla nonostante il periodo contingente dovuto al Covid-19 riesce a inanellare il terzo trimestre positivo di seguito. La compagnia americana ha chiuso il primo trimestre del 2020 con un utile netto di 16 milioni di dollari (contro una perdita di 702 milioni registrata un anno fa). Le entrate sono state di 5,99 miliardi, migliori rispetto ai 4,54 miliardi di un anno fa e ai 5,90 miliardi attesi dal mercato. L’utile per azione è stato di 1,24 dollari, un buon risultato se si confronta con la perdita di 36 centesimi attesa dagli analisti.

LA PRODUZIONE – Le attività relative alla vendita delle auto hanno fatturato 5,1 miliardi traendo evidente beneficio sia dall’incremento delle consegne che dai crediti verdi, che pesano 354 milioni di dollari. Nello specifico, nel Q1 la Tesla ha raggiunto la produzione di 102.672 veicoli (15.390 Model S e X e 87.282 Model 3 e Y), consegnandone 88.400 (12.200 Model S e X e 76.200 Model 3 e Y). Un risultato ottimo se si tiene conto delle limitazioni dovute alle conseguenze della pandemia, che nell’ultima parte del trimestre ha reso difficoltose le consegne negli Stati Uniti e in Europa. Dal 23 marzo infatti l’impianto di Fremont, in California, risulta chiuso per via delle misure di lock down intraprese dalle autorità americane per contrastare la diffusione dell’infezione da Covid-19.

BRUCIA IN FRETTA – Oltre alla cessazione della produzione, a suscitare una certa preoccupazione è lo storico problema di bruciare cassa molto in fretta. La Tesla infatti nel primo trimestre ha bruciato 895 milioni di dollari, praticamente il doppio rispetto ai 516 previsti dagli analisti.

ANCHE CINA E EUROPA – Nonostante queste incertezze, Elon Musk, ceo dell’azienda, ha dichiarato agli azionisti di voler raggiungere il traguardo delle 500.000 autovetture prodotte entro la fine dell’anno. Risultato che l’imprenditore intende perseguire con l’incremento della produzione della Model 3 nella Gigafactory 3 di Shanghai (è prevista una razionalizzazione delle risorse che comporterà una riduzione del prezzo di listino), Cina, e con la Model Y, che attualmente esce dalle linee di assemblaggio di Fremont, ma che nei prossimi mesi verrà assemblata anche in Cina. La stessa suv compatta, costruita su base Model 3, agli inizi dell’anno prossimo dovrebbe essere prodotta anche nell’impianto tedesco vicino Berlino, attualmente in fase di costruzione. Con il primo stabilimento europeo la compagnia americana si conferma presente nei tre principali mercati dell’auto.

RINVIATO IL SEMI – L’unica nota negativa è quella del rinvio al 2021 del Tesla Semi, il camion di classe 8 presentato nel 2017, le cui consegne erano inizialmente previste alla fine di quest’anno.

Fonte: https://www.alvolante.it/
Foto: https://www.alvolante.it/

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