Piloti MotoGP sempre all’erta: un battito di ciglia ogni tre minuti!

Il team LCR Honda e la farmaceutica Sifi hanno registrato i movimenti delle palpebre dal 2015: i risultati su soggetti sottoposti a forte stress agonistico come i piloti aiuteranno nella produzione di sostanze per migliorare le prestazioni visive

Secondo uno studio ripreso da Focus, sbattiamo le palpebre 15-20 volte al minuto (sei milioni di volte all’anno) per una media di circa quattro decimi di secondo. Al giorno, invece, la cifra si aggira intorno ai 10 mila tocchi: un numero necessario per lubrificare i bulbi oculari, ma anche un modo che può influenzare la comunicazione a livello non verbale, ovvero gestuale nel faccia a faccia. Se la media giornaliera nella vita di tutti i giorni è questa, la tensione per una gara di MotoGP può invece influenzare il battito di ciglia di un pilota. I vari Valentino Rossi, Marc Marquez, Joan Mir, Franco Morbidelli e colleghi, infatti, lo fanno una sola volta in tre minuti, tra l’altro in una situazione particolare di microclima che si crea all’interno dal casco.

I dati raccolti da Nakagami e Crutchlow

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Un tempo incredibile, un giro e mezzo in pista al Mugello senza sbattere le palpebre. I dati emergono dalla ricerca di “Driving vision science” (abbreviato “Dvs”) , un progetto che studia le reazioni dell’apparato visivo dei piloti impegnati sui circuiti di tutto il mondo, realizzato da Sifi – azienda farmaceutica tra le principali del settore oftalmico – con l’aiuto del team Lcr Honda di MotoGP fondato da Lucio Cecchinello. I dati della ricerca sono stati raccolti sin dal 2015 grazie alle prestazioni in pista dei due piloti del team, Takaaki Nakagami e Cal Crutchlow (ritiratosi alla fine dello scorso Mondiale e da quest’anno collaudatore Yamaha ), tanto da permettere ai ricercatori di raccogliere numeri che rendano possibili tecniche di studio ancor più avanzate e nuove soluzioni contro la secchezza oculare.

Battiti lenti per via dello stress in gara

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Prima sono stati raccolti numeri specifici come quelli sull’osmolarità del film lacrimale, per poi espandere la raccolta dei dati scientifici a uno spettro più ampio dell’occhio, come la retina e la pressione oculare, attraverso strumenti all’avanguardia e l’aiuto dei principali esperti mondiali in oftalmologia e salute degli occhi. Scopo della ricerca è stato quello di sviluppare specifiche soluzioni comportamentali e, nel futuro prossimo, di poter testare prodotti capaci per migliorare le performance visive di tutti coloro che, come lavoro o svago, possono essere sottoposti a stress ed elevate sollecitazioni oculari. La reazione così lenta nello sbattere delle ciglia per i piloti, conclude il report, è dovuta alle condizioni estreme di stress portato dalle gare del Motomondiale, categoria massima per i professionisti che sono sottoposti a un grande dispendio fisico-visivo tanto nelle prove libere quanto in qualifica e in gara.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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