Da Acosta a Marquez e Hamilton: le rimonte impossibili dalla pit lane

Il 16enne spagnolo nel GP di Doha della Moto3 è scattato dal fondo vincendo la gara dopo una rincorsa clamorosa. Ci sono altri precedenti e portano spesso la firma di grandissimi campioni

Dalla pit lane alla vittoria. Pedro Acosta ha conquistato il suo primo successo in Moto3 nel modo più imprevedibile. Lo spagnolo, classe 2004, è partito attardato rispetto ai principali favoriti per una penalità inflittagli a causa di una scorrettezza in prova. Eppure, giro dopo giro, sorpasso dopo sorpasso, ha preso forma un capolavoro sensazionale. Acosta ha solo 16 anni, ma è già nella storia. Infatti, risalire dalla pit lane è difficilissimo, una rarità vincere. Lo dimostrano alcuni precedenti fatti di coraggio e follia.

FUORICLASSE

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Per rendere l’idea dell’impresa realizzata dal talento del team Ajo, basti pensare che in MotoGP solo in due sono riusciti a vincere partendo dall’uscita della corsia box. Il primo è Dani Pedrosa. Nel 2012, a Valencia, su una pista umida, il pilota Honda capì di aver sbagliato la scelta delle gomme durante il giro di ricognizione, così passò dalle rain alle slick, ma dovette partire dalla pit lane. La strategia si rivelò azzeccata e Pedrosa si impose, approfittando anche dell’errore di Jorge Lorenzo al comando. Simile l’impresa di Marc Marquez nel 2014. Anche al Sachsenring, in Germania, con asfalto a tratti bagnato e a tratti asciutto, era importante scegliere le gomme adatte. Il Cabroncito e tutti gli altri piloti di vertice cambiarono idea durante l’allineamento, passando alle slick. Niente sorprese al traguardo: troppo superiore il Marquez targato 2014, alla sua nona vittoria consecutiva in quella stagione.

QUATTRO RUOTE

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Le rimonte dalla pit lane sono state più frequenti in F1 negli ultimi anni. Il caso più recente è quello di Sergio Perez nel GP del Bahrain 2021. Il nuovo acquisto della Red Bull si fermò durante il giro di ricognizione, riuscendo poi a ripartire, scattare dalla corsia box e chiudere in quinta piazza. Se le risalite sono il marchio di fabbrica dei campioni, non può mancare in questa rassegna Lewis Hamilton. Il fuoriclasse della Mercedes inventò un numero pazzesco in Ungheria nel 2014, quando partì dalla pit lane per un problema durante le qualifiche. Finito in testacoda al primo giro, il britannico riuscì a rimontare fino alla terza posizione. Una prodezza clamorosa, replicata in Brasile nel 2017, quando re Lewis chiuse quarto.

MADE IN ITALY

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Anche l’Italia si è esaltata per rimonte simili. Nelle due ruote c’è la rincorsa alle prime posizioni di Niccolò Antonelli nel 2019, quando, dopo un problema nel giro di allineamento, pennellò le curve di Brno arrivando quinto in Moto3. Non è una vittoria, ma vale allo stesso modo la prodezza di Fernando Alonso al volante della Ferrari a Montecarlo nel 2010. Su un circuito dove è quasi impossibile superare, l’asturiano si piazzò sesto dopo un sabato da incubo. Numeri da veri campioni.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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