Tracollo Rossi: “Non sono abbastanza veloce. Così non è divertente”

Valentino e il 21° delle FP2 di Jerez: “Sono in forma e non ho pressioni per decidere il mio futuro, ma il punto è che non sono abbastanza veloce: la moto è la mia passione, ma se sei lento non sei tanto felice”

Valentino Rossi è lì, ma capovolgendo il foglio dei tempi. Dopo il venerdì di Jerez il 9 volte iridato è in fondo alla classifica: 20° al mattino, nelle Fp1, 21° al pomeriggio, dopo le FP2. Un bilancio inaccettabile per il campionissimo. “Soffro sempre per la mancanza di grip al posteriore, dopo alcuni giri inizio a scivolare: abbiamo provato varie cose ma non sappiamo cosa fare per migliorare”, ha detto il pesarese.

Nessuna idea

 

A pochi giorni dall’annuncio dell’accordo fra la VR46 e la Tanal Entertainment, che con lo sponsor saudita Aramco porterà la squadra di Valentino in MotoGP dal 2022 per cinque anni, il pesarese ha il suoi problemi di gestione della sua M1 del team SRT: “È stata una giornata difficile, non sono veloce abbastanza, soprattutto sul giro secco, mentre nel passo va un pochino meglio – dice Rossi -. Mi hanno tolto un tempo per un passaggio sul verde, ma avrei guadagnato solo 3-4 posizioni, non molto. Dobbiamo trovare più grip, ma non abbiamo idea di come farcela. La situazione è abbastanza difficile, ho provato anche con due moto diverse, ma il feeling è simile: dobbiamo insistere”.

Gomme e stile

 

Il tipo di mescola indice sul rendimento della moto, ma non è la causa principale dei problemi di Rossi: “La soft va bene solo per 1-2 giri perché è troppo morbida, ma io soffro tanto anche con la media, anche se va leggermente meglio, e per la gara potremmo provare pure la hard. In carriera ho sofferto spesso per la mancanza di grip al posteriore, soprattutto negli ultimi anni, ma con queste soft la moto si muove davvero molto. In carriera io ho sempre preferito le gomme dure, ma le gomme sono queste e dobbiamo lavorare per trovare qualcosa: la situazione per il grip dietro è sempre critica”.

pressione e felicità

 

Correre e lavorare in queste condizioni non è facile, soprattutto se hai 42 anni e sei al tramonto della tua fulgida carriera, ma Rossi nega di avvertire una pressione particolare per dover decidere il suo futuro – se restare in pista anche nel 2022 – in questa fase della stagione. “No, non ho particolare pressioni per questo: sto bene, motivato e fisicamente in forma. Il problema è solo che non sono abbastanza veloce”. Anche il divertimento così, evapora: “Pilotare la moto è la mia passione e il mio lavoro, ma il risultato è cruciale e conta molto essere in grado di poter lottare per il podio o posizioni importanti. Quindi non mi sento felice perché sono lento, e quando sei lento non è molto divertente”.

il metodo

 

E se la chiave fosse nel metodo di lavoro, con quello del suo capotecnico, David Munoz, molto diverso dal predecessore, silvano Galbusera. “Con David abbiamo parlato di questo metodo diverso perché prima, con Galbusera, guardavamo molto i dati delle altre Yamaha e sapevo molto di più di tutti i setting, mentre Munoz mi ha detto di concentrarmi solo sulla guida. So che abbiamo un modo diverso di lavorare, ma alla fine non credo che cambiamo poi tanto fra assetti e regolazioni nel nostro lavoro sulla moto”.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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