WEC, 6h Spa: Toyota batte Alpine, gioie per Porsche e Ferrari

La Toyota conquista il primo storico successo dell’era Hypercar del FIA World Endurance Championship alla 6h di Spa-Francorchamps, battendo la Alpine in una gara ricca di emozioni ed episodi che hanno messo in discussione tutto fino alla bandiera a scacchi.

Ad avere la meglio alla fine è la GR010 Hybrid #8 di Sébastien Buemi/Kazuki Nakajima/Brendon Hartley, nonostante una penalità di 5″ scontata per ‘Unsafe Release’ (partenza pericolosa) da un pit-stop.

Il primato è passato nelle loro mani non solo per la tattica delle soste che l’ha vista effettuarne una in meno rispetto alla A480 LMP1 #36 di André Negrão/Matthieu Vaxivière/Nicolas Lapierre, ma anche per gli errori commessi soprattutto dai loro compagni José María López e Kamui Kobayashi.

“Pechito” nel corso della quarta ora ha toccato sul posteriore la Porsche #91 di Richard Lietz alla ‘Bus Stop’ in fase di doppiaggio, perdendo il coprifanale anteriore sinistro e provocando la foratura alla posteriore destra della 911.

La punizione con un Drive Through è seguita da uno sbaglio in frenata commesso da Kobayashi, che nella discesa verso il tornantino ‘Bruxelles’ è arrivato lungo e poi si è piantato nella ghiaia. Il giapponese ha dovuto attendere l’arrivo del carro attrezzi per uscirne, accumulando un giro di ritardo e finendo sul terzo gradino del podio con l’argentino e Mike Conway.

A differenza della Toyota, che per tutta la settimana non ha perso occasione per lamentarsi del Balance of Performance in maniera francamente estenuante ed evitabile, la Alpine zitta zitta ha cercato di fare la sua gara, mettendosi nelle condizioni di lottare per il successo anche dovendo fermarsi una volta di più rispetto ai rivali nipponici.

Oltretutto la A480 ha pure rischiato di non vedere il traguardo, prima per un contatto all’Eau Rouge tra Negrão e la Oreca #28 della Jota, poi per una lenta foratura che comunque è stata risolta anticipando la sosta ai box finale quando mancavano 38′ alla conclusione.

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Dal canto suo, la United Autosports può davvero gioire per il quarto posto assoluto che significa vittoria in Classe LMP2.

La Oreca 07-Gibson #22 di Filipe Albuquerque/Fabio Scherer/Phil Hanson ha avuto come unico problema una penalità di 5″ da scontare in un pit-stop per una partenza pericolosa dalla propria piazzola in occasione di un’altra fermata, ma per il resto ha fatto gara a sè.

Sicuramente la seconda categoria dello schieramento è stata quella dove abbiamo visto più duelli e colpi di scena, che alla fine portano sul podio la Oreca #38 della Jota con sopra Anthony Davidson/Roberto Gonzalez/António Félix Da Costa.

I loro compagni della #28, Sean Gelael/Stoffel Vandoorne/Tom Blomqvist, erano in realtà secondi, ma a 10′ dalla fine è arrivata la penalità del Drive Through per il contatto con la Alpine di Negrão, per cui scivolano alle loro spalle.

Quarti i ragazzi del Racing Team Nederland con la Oreca #29: Giedo Van Der Garde/Frits Van Eerd/Job Van Uitert si portano a casa anche il primo storico successo della categoria Pro-Am.

In Top5 LMP2 anche la 07 #34 di Inter Europol Competition (Jakub Smiechowski/Renger Van Der Zande/Alex Brundle), seguita dai secondi Pro-Am, ossia Esteban Garcia/Loïc Duval/Norman Nato, bravi a tenere botta e risalire la china con la Oreca #70 della Realteam Racing/TDS dopo una serie di problemi iniziali che li avevano fatti scivolare nelle retrovie.

Terza Pro-Am la Oreca #21 di DragonSpeed, con Ben Hanley/Juan Pablo Montoya/Henrik Hedman che nel finale scontano un secondo Drive Through, culmine di una gara non priva di sbavature e penalità.

Dietro di loro, menzione d’onore per le ragazze della Richard Mille Racing: Sophia Floersch/Beitske Visser/Tatiana Calderon non hanno sbagliato praticamente niente con la loro Oreca #1 ed è ottimo l’ottavo posto fra le LMP2, battendo formazioni più blasonate.

Fra queste vanno per forza citate le due Aurus 01-Gibson della G-Drive Racing. La #25 di Roberto Merhi/Rui Andrade/John Falb è decima LMP2, mentre la #26 dei loro compagni Roman Rusinov/Franco Colapinto/Nyck De Vries si è fermata a causa di una perdita d’olio ad un paio d’ore dalla fine.

La frizione ha invece tradito la Oreca #31 del Team WRT, negando a Ferdinand Habsburg/Charles Milesi/Robin Frijns la possibilità di lottare per il podio.

L’esordio della PR1 Mathiasen Motorsports con la Oreca #24 di Patrick Kelly/Gabriel Aubry/Simon Trummer si conclude all’11° posto LMP2.

In Classe LMGTE Pro non c’è letteralmente stata storia perché Neel Jani/Kévin Estre hanno avuto un ritmo insostenibile per tutti fin dall’inizio al volante della loro Porsche con la 911 RSR-19 #92, che nemmeno una lenta foratura patita dal francese ha potuto rallentare.

Non è stata doppietta per la Casa di Weissach solamente per episodi sfavorevoli, come la sopracitata tamponata ricevuta da Lietz; la 911 #91 condivisa con Gimmi Bruni si ritrova mestamente quinta, a beneficio di un podio tutto per le Ferrari 488 della AF Corse affidate ad Alessandro Pier Guidi/James Calado (#51) e Miguel Molina/Daniel Serra (#52).

Quest’ultimo equipaggio è stato fra quelli puniti con un Drive Through all’alba dell’ultima ora per non aver rispettato il Full Course Yellow, cosa che però non gli ha negato il terzo gradino del podio di categoria.

Al rientro nel FIA WEC, la Chevrolet Corvette C8.R #63 del duo Oliver Gavin/Antonio Garcia conclude quarta, ma senza mai poter insidiare i rivali e sfruttando giusto le jelle della #92 per non essere fanalino di coda dei Pro (con Drive Through inflittole nel finale).

In Classe LMGTE Am meritatissimo trionfo per la AF Corse con la Ferrari #83 di François Perrodo/Niklas Nielsen/Alessio Rovera. Il francese era partito tranquillo senza sbagliare niente, poi una volta ceduto il volante al lombardo, questi ha preso letteralmente il volo salendo al comando e poi staccando tutti.

Il turno finale del danese è servito per controllare la situazione, battendo sonoramente la Aston Martin Vantage #33 della TF Sport guidata da Felipe Fraga/Ben Keating/Dylan Pereira.

Già nella storia Cetilar Racing, che all’esordio con la Ferrari 488 gestita in collaborazione con AF Corse si trova subito terza. La 488 #47 sembrava inizialmente troppo arretrata dopo lo sfortunato turno di Roberto Lacorte (tamponato da un rivale), ma Giorgio Sernagiotto ed Antonio Fuoco hanno spinto a dovere.

Nonostante un Drive Through giunto alla quinta ora, la stessa punizione è stata comminata nel finale alla Porsche #88 di Andrew Haryanto/Marco Seefried/Alessio Picariello (Dempsey-Proton Racing, quinti di Classe alla fine) che li precedeva, regalando la festa alla squadra toscana.

Ai piedi del podio c’è anche la seconda Ferrari della AF Corse, la #54 di Thomas Flohr/Giancarlo Fisichella/Francesco Castellacci, registrando il ritiro finale della seconda Porsche di Dempsey-Proton Racing (#77 Christian Ried/Jaxon Evans/Matt Campbell) per problemi tecnici quando mancavano 29′ al termine.

Sesta e settima posizione per le Aston Martin di Paul Dalla Lana/Augusto Farfus/Marcos Gomes (#98 NorthWest AMR) e Satoshi Hoshino/Tomonobu Fujii/Andrew Watson (#777 D’Station Racing/TF Sport), con le Ferrari di Iron Lynx (#85 Katherine Legge/Manuela Gostner/Rahel Frey e #60 Matteo Cressoni/Andrea Piccini/Claudio Schiavoni) che completano la graduatoria.

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Fonte: https://it.motorsport.com

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