MotoGP, cambio moto in gara: perché si fa e come funziona

In caso di condizioni meteo variabili, da asciutto a bagnato (o viceversa), i piloti della MotoGP hanno la possibilità di saltare sulla seconda moto, con setting e gomme diverse, per continuare la gara: ecco tutto quello che c’è da sapere su una manovra spettacolare e complicata

Nel corso della stagione 2017, la Direzione Gara della MotoGP ha introdotto un nuovo sistema in caso di condizioni meteo variabili nel corso della gara. Il cambio moto, o “flag to flag”, è stato studiato per aumentare lo spettacolo ed evitare di interrompere la gara con anticipo o di ripartire per una seconda volta nel caso non fossero stati conclusi i due terzi di giri, regola ancora valida in Moto3 e in Moto2. Ma come funziona questa procedura e quando si può fare?

La bandiera bianca del flag to flag

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Come anticipato, il cambio moto viene effettuato in caso inizi a piovere improvvisamente nel corso della gara, oppure la pista si asciughi rapidamente, compromettendo quindi la durata delle gomme da bagnato. Se la prima di queste condizioni metereologiche si confermasse, come per il GP di Francia 2021 in cui ha iniziato a piovere pochi giri dopo il via, la Direzione Gara ha la facoltà di ordinare ai commissari di pista di esporre la bandiera bianca: da questo momento i piloti hanno la possibilità di entrare in pit lane e saltare sulla seconda moto. Da sottolineare però che ognuno può fare la strategia che vuole: anticipare quindi i suoi avversari o rischiare e ritardare il cambio. Nel caso, invece, la gara venga dichiarata bagnata prima ancora che si spengano i semafori del via, il flag to flag si attiva automaticamente in caso la pista si asciughi e, anche senza l’esposizione della bandiera bianca, il pilota può scegliere di rientrare ai box e cambiare moto.

Come si cambia moto

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Secondo le indicazioni degli ufficiali di gara, a inizio weekend ogni team ha il compito di incollare sull’asfalto della pit lane, di fronte al proprio box, tre adesivi: uno di riferimento per aiutare a imboccare la strada giusta verso la seconda moto, posteggiata in una precisa angolazione con il muso leggermente rivolto in direzione di uscita corsia; un secondo per segnalare il punto esatto dove fermare la ruota anteriore prima di scendere dalla moto; e un terzo per posizionare la ruota posteriore della seconda moto. Ogni pilota può usare la tecnica che preferisce per spostarsi da una moto all’altra, ma l’unica regola ferrea è di arrestarsi nel punto esatto segnalato in precedenza per evitare di mettere in pericolo gli altri piloti che stanno effettuando la stessa manovra. Inoltre, la seconda moto deve essere in “folle” (“neutral”) con il motore accesso. A supporto di questa manovra ci può essere un massimo di 5 meccanici, di cui uno che ha il compito con una paletta di dare il via al pilota o fermarlo nel caso stesse per passargli di fronte un avversario vicino di box per il cambio moto.

Procedura perfezionata

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Rispetto alle prime volte, questo sistema di cambio moto è stato perfezionato dalla Direzione Gara per evitare di renderlo pericoloso: infatti, il rientro e la ripartenza di 20 moto può essere molto delicata, considerando anche la foga dei piloti nel ributtarsi in pista. Ora tutte le moto devono essere posizionate nella stessa maniera, mentre all’inizio ogni team insieme al pilota sceglieva liberamente come posizionare i due prototipi. Ricordiamo con grande stupore la strategia che si inventò Marc Marquez: la seconda moto era esattamente in linea alla pit lane, quando arrivava si posizionava con la prima moto affiancata all’altra e con un balzo saltava sulla sella della seconda con tempi di scambio rapidissimi!

Perché si chiama flag to flag

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Letteralmente tradotto: da bandiera a bandiera. Questo per definire che la procedura inizia con l’esposizione della bandiera bianca e si conclude con quella a scacchi, cioè fine gara. Qui sotto l’errore di Fabio Quartararo al GP di Francia 2021 che gli è valso un long lap penalty: il francese ha anticipato di una posizione il cambio moto e si è direzionato erroneamente verso la M1 di Viñales. Il pilota numero 20 se ne è accorto all’ultimo (anche grazie al suo meccanico che è scattato per recuperare la moto) e ha perso tempo per correre verso la sua seconda moto. Per fortuna non è successo niente, ma per l’errore la Direzione Gara lo ha punito.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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