WRC | Com’è riuscito Loeb a vincere il Rallye Monte-Carlo

47 anni, quasi 48. Reduce da 2 settimane di gara estenuanti quali quelle della 44 edizione della Dakar, in cui ha concluso al secondo posto assoluto nella categoria Auto al volante di una Hunter del team Bahrain Raid Xtreme. Una nuova navigatrice al posto del solito e leggendario Daniel Elena. Una nuova vettura, la Ford Puma Rally1 Hybrid EcoBoost. Un nuovo regolamento tecnico. Un nuovo team, M-Sport Ford. Tutto questo avrebbe potuto essere sufficiente per costruire un castello di scuse in caso di risultato deludente o anche solo nella norma, anche se ti chiami Sébastien Loeb.

Ma quanto ti chiami Sébastien Loeb, nessuna delle seguenti scuse può avere la pretesa di rallentare il tuo talento, la tua voglia di competere, le tue competenze, o anche solo quel dono di dio o della natura – a seconda delle rispettive credenze – con cui sei nato e con cui sei diventato il pilota più vincente della storia non solo del Mondiale Rally, ma dell’automobilismo intero.

Sébastien Loeb ha vinto il Rallye Monte-Carlo 2022 raggiungendo l’80esima vittoria in carriera nel WRC, la prima senza Daniel Elena al suo fianco, la prima con Isabelle Galmiche alle note, la prima con M-Sport e di conseguenza la Ford Puma Rally1, la prima dal Rally di Catalogna 2018, la prima della nuova era ibrida del WRC. Ma anche l’ottava della carriera a Monte-Carlo, che lo riporta a essere il recordman assieme a Sébastien Ogier, il pilota che ha battuto in questo fine settimana dopo una 4 giorni di intensità sostenibile solo da due fenomeni come loro.

Ma dove nasce la vittoria di Loeb, l’ottava, al Rallye Monte-Carlo? Appena una settimana fa, Séb si era recato a nord di Gap appena tornato da Jeddah per disputare il primo e unico test per Monte-Carlo. Mesi fa aveva già provato la Ford Puma Rally1, ma la vettura era ancora in versione primordiale, lontana da quella definitiva che poi ha trovato regolarmente la Monte.

Dopo una sola giornata di prove, le ricognizioni, e lo Shakedown fatto giovedì mattina. E’ stato quello il primo momento in cui Loeb ha capito di avere tra le mani una vettura, se non vincente, quantomeno competitiva a tal punto da potergli permettere di spingere e ottenere tempi di rilievo assoluto. Ecco cosa ha detto al termine della prima giornata di gara, quando ha affrontato le prime due speciali notturne chiudendo al secondo posto nella classifica generale alle spalle di Ogier.

“Non sono stato sorpreso di aver fatto bene nelle prime due speciali di giovedì. Sono stato sorpreso, in realtà, dal risultato che ho ottenuto al primo dei tre passaggi nello Shakedown. Avevo fatto il mio ritmo, pulito, senza sbavature, solo per prendere confidenza con la macchina. E avevo fatto comunque il secondo tempo assoluto. Per me è una novità, perché nello Shakedown, spesso, non sono andato bene. Per cui da lì ho capito che la vettura era buona e che potevo fare una bella gara”.

Venerdì: Loeb avvantaggiato dalla posizione di partenza

 

Le cose sono migliorate ulteriormente il giorno successivo, con Sébastien Ogier costretto dal regolamento sportivo ad aprire tutte le prove del venerdì – come deve fare il campione del mondo in carica nella prima prova dell’anno – mentre Loeb è potuto entrare in stage per ultimo.

Questo si è tramutato in un vantaggio non da poco. Ogier aveva iniziato la giornata con un vantaggio sull’alsaziano di 6″7, ma l’equipaggio formato da Loeb e Galmiche ha vinto le prime 4 prove del venerdì, accumulando un vantaggio di 15″9 su Ogier. Il campione del mondo in carica ha perso tanto specialmente nelle prove con più ghiaccio e black ice, mentre Loeb, grazie alla sua ottima posizione di partenza, ha potuto sfruttare la situazione.

Nelle ultime 2 prove della giornata, poi, Ogier ha reagito. Con un fondo diverso, più asciutto e meno insidioso, ha potuto spingere a fondo e la GR Yaris si è dimostrata essere una vettura molto prestazionale. Inoltre Loeb ha dovuto fare i conti con il malfunzionamento dell’ibrido sulla sua Puma, che però è riuscito a sistemare in tempo per poter chiudere comunque la giornata al primo posto.

Sabato: a parità di condizioni svetta Ogier

 

Nella giornata di sabato, però, le cose sono cambiate. Ogier e Loeb sono partiti rispettivamente penultimo e ultimo di speciale per via dell’ordine di partenza che, dal quel giorno in poi, ha seguito la classifica finale del giorno precedente. I due Sébastien, a quel punto, hanno praticamente giocato ad armi pari.

Ogier, forte di una Toyota GR Yaris Rally1 migliorata nel comportamento dopo qualche aggiustamento d’assetto, ha iniziato a recuperare secondi su secondi a Loeb, tanto da superare l’alsaziano di M-Sport al termine della PS11 Saint-Geniez / Thoard 1, la prova di Sisteron, svolta parzialmente su ghiaccio e neve.

Un altro momento decisivo in favore di Ogier è stata la PS13, ovvero la ripetizione della Saint-Geniez / Thoard di Sisteron, con Loeb che ha provato l’azzardo delle gomme slick Soft sulla neve e Ogier che, all’ultimo momento, ha copiato la mossa del rivale per giocarsela ad armi pari. Ed ha avuto ragione. La prova è stata vinta da Kalle Rovanpera, il quale ha usato 2 gomme chiodate, mentre Ogier ha avuto la meglio su Loeb, distanziandolo di 16″1. A quel punto, il gap tra i due era di 21″1 nella classifica generale a 4 prove dalla fine.

Domenica: la foratura decisiva

 

Le gomme Pirelli hanno dato prova di essere resistenti al loro esordio sulle Rally1, ma i tagli rimangono sempre molto insidiosi. Ne aveva già fatto le spese Gus Greensmith il giorno precedente, poi anche Elfyn Evans. Ogier, nella penultima prova, ha commesso una leggerezza. Invece di gestire il suo vantaggio nel frattempo salito a oltre 24″ sul connazionale, si è preso un rischio inutile e a metà prova la gomma anteriore sinistra ha iniziato a perdere pressione, delaminandosi.

Ogier, a quel punto, ha preferito non fermarsi a cambiare la gomma: avrebbe perso circa 2 minuti e gli sarebbe costata non solo la vittoria, ma anche il podio e la Top 4. La mossa è stata corretta, perché lo ha portato a perdere “appena” 34″1 nei confronti di Loeb, che invece ha vinto la speciale, nonché l’80esima vittoria di stage a Monte-Carlo.

Questo ha riportato Loeb in testa alla corsa, in maniera inaspettata, ma non certo immeritata. In fondo, Loeb ha vinto 5 prove e a quel punto aveva 9″5 di vantaggio su Ogier. Un gap ancora colmabile, date le grandi prestazioni del pilota della Toyota. Ma nell’ultima prova, valida come Power Stage, Ogier ha commesso un’altra leggerezza compiendo uno jump start, ovvero una partenza anticipata rispetto al segnale del semaforo che indica il via della prova.

Per questo i commissari di gara hanno inflitto 10″ di penalità a Ogier, portando il vantaggio di Loeb a 19″5. Una penalità ineccepibile, giustificata da Ogier in questo modo: “A inizio prova ho avvertito un rumore strano del motore della Yaris e a quel punto poi sono partito… E’ andata così, peccato”.

Loeb, nella Power Stage, ha perso 9 secondi da Ogier, portando a casa l’ottava vittoria della carriera a Monte-Carlo, l’80esima nel WRC, la prima con Isabelle Galmiche al suo fianco.

Per Loeb una vittoria meritata, perché costruita con le poche certezze raccolte nella giornata di test e sfruttando bene ciò che ha avuto a favore. Ogier, invece, ha commesso due leggerezze molto piccole, ma che hanno provocato danni enormi alle possibilità di vittoria. Ciò, però, non toglie nulla a una delle edizioni più belle degli ultimi anni del Rallye Monte-Carlo. Per caratura dei due contendenti, per la nuova era ibrida, per i colpi di scena, è già storia.

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Fonte: https://it.motorsport.com

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