Boutron parla per la prima volta: “Le mie gambe sono salve”

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Lo scorso 30 dicembre, proprio mentre la quarantaquattresima edizione della Dakar, la terza in Arabia Saudita, stava per iniziare, una esplosione ha scosso l’intera carovana.

La carica è stata piazzata su una vettura dove stavano viaggiando diverse persone ed l’evento è accaduto di fronte all’Hotel Donatello a Jeddah, città di partenza e di arrivo della manifestazione.

Philippe Boutron, pilota del team Sodicars Racing, che si trovava al volante dell’auto al momento dell’esplosione, ha subito gravi lesioni a entrambe le gambe. Il francese, che attualmente è ancora ricoverato presso l’ospedale militare Percy a Clamart, vicino a Parigi, ha subito diverse operazioni dal suo rimpatrio in Francia datato 3 gennaio.

#344 Sodicars Racing: Philippe Boutron, Mayeul Barbet

#344 Sodicars Racing: Philippe Boutron, Mayeul Barbet

Photo by: A.S.O.

Il giorno dopo il suo ritorno in Francia, la procura nazionale antiterrorismo francese ha annunciato l’apertura di un’indagine preliminare per “tentato omicidio in connessione con una matrice terroristica”. Il pilota 61enne ha parlato per la prima volta in un’intervista a France Bleu Orléans, la città dove è presidente di una squadra di calcio di Ligue 2.

Dopo aver subito diversi interventi, Bouton si è detto felice di aver evitato l’amputazione: “Non so quando potrò camminare di nuovo, ma le mie gambe sono al sicuro, e questa è la cosa principale. I medici che mi hanno seguito sono dei grandi professionisti”.

Anche se dice di essere ancora di “buon umore”, la sua permanenza in ospedale e il suo recupero si prospettano lunghi: “La pazienza non è la mia migliore qualità. Sarà la cosa più difficile da affrontare, ma lo accetto e psicologicamente sto bene soprattutto grazie ai messaggi di sostegno ricevuti dopo quello che è successo. È stato qualcosa di molto importante”.

Per quanto riguarda ciò che è successo il 30 dicembre,  l’esplosione è stata descritta come un “attacco” avvenuto all’altezza della pedaliera e lo stesso Boutron ha spiegato di aver subito preso “un grande spavento”, ma di non essersi “reso conto immediatamente” di ciò che era successo.

La Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) del suo paese, che è incaricata dell’indagine francese per conto della procura, ha detto di non sapere nulla di più sul caso quando i media hanno provato a investigare ulteriormente.

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Fonte: https://it.motorsport.com

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