MotoGP, Pedrosa: “Rossi pensava a rallentare l’avversario, non a essere il più veloce”

Il pilota spagnolo, tre volte iridato in carriera, ricorda le battaglie con Valentino: “La sua mentalità era quella di bloccare l’avversario, spingendolo a sbagliare. Mi ha costretto a cambiare strategia”. Infine sul ritiro: “Non volevo trascorrere ogni giorno in ospedale”

Federico Mariani

L’impatto di Valentino Rossi sulla MotoGP è stato tangibile sotto vari aspetti. Prevale il lato del personaggio, fatto di gag post gara, ma pure di aspre battaglie coi rivali. Ma sono stati innovativi anche i dettagli sulla guida del nove volte iridato, a partire dalla strategia. Ne sa qualcosa Daniel Pedrosa. Lo spagnolo, re in tre occasioni tra 125 e 250, ha raccontato nel corso del documentario Dazn “Cuatro Tiempos” un particolare sull’ex avversario, che con le sue tattiche ha spinto gli altri piloti a cambiare il modo di interpretare i GP.

La svolta

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Pedrosa era noto per le sue partenze strepitose che lo proiettavano rapidamente al comando. E quando era in testa, forte di un ritmo forsennato, era difficile da contrastare. Secondo Daniel, Valentino aveva adottato una tattica diversa: “La strategia di Rossi non era quella di essere il più veloce. Quella era la mia mentalità. Lui, invece, scendeva in pista pensando: ‘Se posso rallentare il rivale, lo faccio’. Riusciva a bloccare l’avversario finché questo non si innervosiva e sbagliava”. Una tattica applicata in varie occasioni, come spiega Dani: “Lo ha fatto con Stoner, lo ha fatto spesso anche con me. Mi ci è voluto del tempo per cambiare la mia strategia”.

La decisione

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La carriera di Pedrosa si è fermata nel 2018. Colpa dei continui infortuni: “Il ritiro si presenta come qualcuno che sta bussando alla porta. Ogni giorno le chiamate si fanno più insistenti”. Decisiva nel suo caso l’ultima operazione a una mano: “Ero in ospedale, mi sono svegliato dall’operazione e i miei genitori erano lì. Ho detto loro che non volevo essere in ospedale tutti i giorni”. L’epilogo di un’avventura comunque eccezionale, col solo rimpianto di un titolo in MotoGP sempre sfiorato e mai raggiunto.

Fonte: https://www.gazzetta.it

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