Moto3, Dalla Porta trionfa e ipoteca il titolo iridato. Canet e Arbolino ko

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Sarà anche vero che ne deve mangiare ancora di pagnotte il 22enne pratese Lorenzo Dalla Porta per assurgere alla vette del motociclismo ma intanto oggi nella Moto3 a Motegi, zitto zitto, vince il quart’ultimo round stagionale allungando decisamente in classifica generale (+47 punti dal secondo) grazie anche al ko dei suoi più diretti avversari in campionato, Canet e Arbolino. Un GP del Giappone da incorniciare per l’asso toscano di Montemurlo che così ipoteca il titolo. All’opposto, un GP da dimenticare per lo spagnolo vessillifero del Team di Max Biaggi e per il ventenne lombardo dello Snipers Team di Giancarlo e Mirco Cecchini (brutta giornata anche per la scivolata di Fenati, ancora dolorante per i postumi dell’ultimo incidente) che con lo “zero” di oggi vedono ridursi al lumicino le possibilità di recupero. Non ci sono dubbi che sin dall’inizio di stagione Dalla Porta dispone di una moto-missile (Honda) inavvicinabile sui dritti e da paura in accelerazione. Ma Lorenzo ne è il degno conduttore, freddo e calcolatore, ottimo passista, capace di non essere travolto dalla pressione, pilota e squadra di sostanza, quindi meritatamente lanciato verso il titolo mondiale, mai conquistato prima da nessuno italiano in Moto3, con Andrea Dovizioso l’ultimo dei nostri a far sua la corona iridata della classe cadetta, allora 125, nel lontano 2004.
Onore a Dalla Porta, dunque e fieri della “Grand’Italia” nella tana del lupo, dove il tricolore sventola due volte anche per il terzo gradino del podio di uno stratosferico Celestino Vietti (terzo podio 2019), conquistato con una fiocinata finale a danno di Tatsuki Suzuki. Fra i due italiani, ottimo secondo, Albert Arenas, quindi due Ktm sul podio dietro alla Honda del vincitore. Canet, caduto al 14esimo giro, paga dazio, pesantemente, per una moto non in grado oggi (ma non è la prima volta) di tenere il passo del fuggitivo e Max Biaggi ha di che riflettere per tentare di recuperare il gap tecnico. Peccato, davvero peccato per la caduta di Arbolino, al 15esimo giro. Ma è l’epilogo di quel che è successo in un week end che definire difficile è poco, dopo la precedente gara no in Thailandia a causa del problema al polso. Dopo le qualifiche mediocri per le difficoltà di assetto, partendo dalla coda del gruppo e dovendo superare decine di avversari, si può anche fare miracoli (Tony era già a tiro della top five dopo una rimonta monstre!) ma si può anche vedere sfumati a terra i propri sogni di gloria. Tony, puledro di razza, ha tutto il tempo per fare tesoro delle esperienze e saprà farsi valere sin dal prossimo GP in Australia. Per Lorenzo Dalla Porta, primo match-ball a Phillip Island in Australia, fra sette giorni.

Fonte: www.motoblog.it

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